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sabato 6 maggio 2017

Saviano, le ong (e il Moas)

Ma davvero sapere che ci siano indagini su una ONG è una notizia che vi rende felici?
Andiamo con ordine: nel rapporto Frontex non si parla di taxi (prima inesattezza... voglio essere gentile) e non c'entrano i servizi segreti né italiani né stranieri (seconda inesattezza, altra gentilezza), ma la possibilità di effettuare intercettazioni ad ampio raggio, questo chiede la magistratura per poter eventualmente approfondire delle intuizioni. Da un lato tutto questo.
Dall'altro c'è un elettorato incazzato (posso capirlo), indeciso tra M5S, Lega e aggiungerei anche PD, per convincere il quale si fa a gara a chi si butta più a destra.
Perché a destra? Vi starete chiedendo. Perché è più facile togliere diritti che darne (non vi ingannate, poter usare un'arma non è un diritto conquistato), è più facile vivere di protezionismo che scommettere sull'abbattimento dei confini e sull'integrazione. Solo che la prima strada fallisce sempre e la seconda, dove applicata, seppure con tante difficoltà, ha portato progresso, giustizia sociale e benessere.
Dalle ONG che offrono un servizio di taxi ai migranti per arrivare alla possibilità di sparare a chi ti entra in casa.
Una situazione di competizione preelettorale che sta tirando fuori il peggio dalla politica e dalle persone: oggi alla notizia della ong indagata a Trapani ho letto commenti esultanti. Ma fate sul serio? Ma davvero è una notizia che vi rende felici? Sapere che una ong sia indagata (non formalmente accusata né tantomeno condannata, ma questo è un dettaglio) è per voi una vittoria? E cosa avete vinto? Immagino risponderete chiarezza, trasparenza, giustizia.
E senza un processo parlate di giustizia? Abbiate l'intelligenza di aspettare il processo e non per esultare, come stupidamente state facendo ora, ma per capire come sia possibile che salvare le vite in mare meriti una condanna.

P.s. A dicembre 2015 ho raccontato come è nato il Moas, i cui rappresentanti oggi sono stati auditi presso il Parlamento italiano, mentre l'equipaggio della Phoenix conduceva operazioni di soccorso nel Mediterraneo.
Le ONG, per essere chiari, sono ambulanze del mare e non taxi del mare.

https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=10154597699906864&id=17858286863

martedì 2 maggio 2017

Giusto per ricordare cos'è MSF


I migranti e le ong

Da qualche giorno si parla del ruolo delle ONG che nel mediterraneo, secondo alcuni illustri politici nostrani, stanno favorendo l'immigrazione clandestina..
facciamo però qualche passo indietro al 2011, più precisamente alla primavera del 2011, chiamata primavera araba (https://it.wikipedia.org/wiki/Primavera_araba).

Dopo quella primavera è nata la guerra civile siriana, la guerra civile libica, e l'ultima dittatura egiziana. ( e molto altro) (https://it.wikipedia.org/wiki/Guerra_civile_in_Libia; https://it.wikipedia.org/wiki/Guerra_civile_siriana)
Gli anni successivi hanno visto un aumento enorme delle persone che fuggivano dalla Siria.. 
le rotte dei migranti dall'africa all'europa





.. e le persone che da decenni erano in fuga dall'Africa, dopo la caduta di Gheddafi, hanno ricominciato a poter attraversare il mediterraneo.






E cosa ha fatto l'Europa di fronte a questo?














Ha costruito muri
















Ma è difficile costruire muri in mare.. e per questo motivo la rotta del mediterraneo centrale è la più difficile da gestire..


dopo i morti del 2013 Letta aveva chiesto e ottenuto la missione Mare Nostrum https://it.wikipedia.org/wiki/Operazione_Mare_nostrum (con il buon salvini sempre contrario http://www.ilgiornale.it/news/interni/sbarchi-salvini-sospendere-loperazione-mare-nostrum-1012670.html)

dopo che il buon salvini ha ottenuto ciò che voleva è stata chiusa mare nostrum e istituita Triton (https://it.wikipedia.org/wiki/Operazione_Triton) che però, avendo un bilancio pari a 1/3 di mare nostrum non era sufficiente a evitare nuove tragedie..

è qui che entrano in gioco le ONG tipo medici senza frontiere che sono attive nel mediterraneo da circa 3 anni (http://www.medicisenzafrontiere.it/notizie/news/le-operazioni-msf-di-soccorso-mare)


























questo triste grafico dovrebbe essere sufficiente a far tacere Salvini e Di Maio.. ma purtroppo è ovvio che non andranno mai ad approfondire i dettagli della politica internazionale..

http://openmigration.org/analisi/i-morti-in-mare-nel-2016-mai-cosi-tanti-nel-mediterraneo/



qui sotto un riassunto di quello che è successo negli ultimi giorni fatto dal post

da http://www.ilpost.it/2017/04/27/taxi-migranti-ong/

Nelle ultime settimane alcune organizzazioni non governative che operano servizi di ricerca e soccorso nel Mediterraneo centrale sono state accusate di essere dei “taxi per i migranti”: in maniera più o meno inconsapevole, queste organizzazioni benefiche aiuterebbero scafisti e trafficanti di esseri umani a trasportare migliaia di migranti in Italia. La questione è nata dopo che Frontex, l’agenzia per il controllo delle frontiere europee, ha accusato alcune ong di aver indirettamente aiutato gli scafisti. Le accuse sono state riprese da numerosi giornali e politici di centrodestra e questa settimana ne ha parlato anche il vicepresidente della Camera, Luigi Di Maio del Movimento 5 Stelle, il primo a usare l’espressione “taxi per migranti”. A Di Maio ha risposto Roberto Saviano con un articolo su Repubblica e giovedì sulla questione si è espresso anche il procuratore di Catania, che da tempo sta indagando sui finanziatori delle ong e alla trasmissione Agorà ha confessato una serie di sospetti piuttosto originali, diciamo.
Quali sono le accuse?
Tutta la questione nasce alla fine del 2016, quando il Financial Times pubblicò alcuni stralci di un rapporto di Frontex in cui veniva segnalato il comportamento di alcune ong non specificate. In particolare venivano citati tre episodi, senza date, nomi o altri dettagli. In un caso, scriveva Frontex, alcuni migranti avevano ricevuto indicazioni al momento della partenza dalle coste libiche su dove avrebbero potuto trovare una nave delle ong. Nel secondo, Frontex dice di aver ricevuto informazioni su un caso di trasbordo diretto di migranti da un’imbarcazione di trafficanti a una nave delle ong. Nel terzo si parla di alcuni migranti che sarebbero stati avvertiti dal personale di una ong di non collaborare con la guardia costiera italiana o con gli uomini di Frontex.
Tre mesi dopo l’articolo del Financial Times, il capo di Frontex, Fabrice Leggeri, ha dato un’intervista a Die Welt in cui è stato molto critico nei confronti delle ong, ma senza ripetere nessuna delle tre specifiche accuse pubblicate dal Financial Times. Leggeri sostiene che le ong che operano a largo della costa libica costituiscono un incentivo indiretto ai trafficanti, che li spinge a utilizzare barconi in condizioni sempre peggiori e tentare la traversata anche con il brutto tempo, nella certezza che le ong arriveranno in loro soccorso. Inoltre, Leggeri accusa le ong di non collaborare a sufficienza con Frontex. Queste accuse, più indirette di quelle contenute nel rapporto per uso interno pubblicato dal Financial Times, sono state espresse anche nel rapporto ufficiale di Frontex, pubblicato negli stessi giorni.
In particolare, nel rapporto di febbraio Frontex sostiene che l’attività delle ong a ridosso della costa libica produce «conseguenze non volute». Secondo Frontex le benintenzionate operazioni sotto costa delle ong rischiano di «attrarre i trafficanti» che organizzano viaggi con imbarcazioni stracariche e pericolanti, con lo scopo di farsi avvistare dalle imbarcazioni di soccorso. Frontex conclude il capitolo precisando che «tutte le parti coinvolte nelle operazioni di salvataggio nel Mediterraneo centrale contribuiscono senza volerlo ad aiutare i criminali a raggiungere i loro obiettivi». Tutte le parti significa le ong ma anche la Guardia costiera italiana, Frontex e le altre navi militari impegnate in operazioni di pattuglia, per le stesse ragioni.
Perché se ne parla ora?
Nel rapporto, Frontex spiega che le modalità di soccorso dei migranti sono cambiate molto nel corso del 2016. Fino a maggio 2016 gran parte delle operazioni di salvataggio iniziava in seguito a richieste di soccorso che provenivano dagli stessi barconi di migranti, i quali si mettevano in comunicazione con il centro di soccorso di Roma e chiedevano aiuto, spesso mentre si trovavano già in alto mare. In queste circostanze, le imbarcazioni delle ong prestavano assistenza in circa il 5 per cento degli incidenti. A partire dall’estate le chiamate sono diminuite molto e una grossa fetta delle operazioni ha iniziato a essere svolta da imbarcazioni di ong che operano a ridosso delle acque territoriali libiche. Nella seconda parte del 2016, secondo Frontex, le ong hanno partecipato al 40 per cento dei salvataggi.
Nel 2016 14 imbarcazioni gestite da ong hanno svolto operazioni di ricerca e soccorso nel Mediterraneo centrale. Alcune di queste organizzazioni sono molto famose, come Medici Senza Frontiere; altre invece sono utilizzate da piccole ong, alcune nate nel corso del 2016. Queste ong, che hanno sede in paesi come Francia e Germania, si finanziano come tutte le altre, cioè tramite donazioni di benefattori (importante: non vengono pagate per ogni migrante che trasportano in Italia, come è stato sostenuto da alcuni siti noti per diffondere notizie false).
Secondo le ong, il loro intervento si deve in parte al fatto che le navi di soccorso militare si sono ritirate dal Mediterraneo centrale e oggi operano principalmente a ridosso delle acque territoriali italiane (sono le navi che fanno parte dell’operazione Triton, a cui sovrintende Frontex). Non sempre, quindi, è possibile rispondere rapidamente alle chiamate di soccorso e spesso le navi cargo – poco adatte ai salvataggi – devono essere inviate sul posto per cercare di recuperare i migranti. Fino al 2014, quanto terminò l’operazione Mare Nostrum iniziata nel 2013, erano invece le navi della Marina militare italiana a pattugliare il Mediterraneo centrale, arrivando spesso molto lontano dalle coste italiane. Le ong sostengono che operando a ridosso dalle coste libiche è molto più facile intervenire rapidamente per cercare di salvare i migranti.
Cos’è la storia dei “taxi”?
Gli stralci del rapporto interno pubblicato da Frontex, quello che ipotizzava possibili complicità tra trafficanti e ONG (accuse, come abbiamo visto, non più riprese successivamente), hanno portato giornalisti e politici, soprattutto di centrodestra e di estrema destra, a trarre conclusioni personali sull’operato delle varie ong coinvolte nelle operazioni di soccorso.
 È quello che ha fatto ad esempio uno studente di Comunicazione in un video che ha oltre due milioni di visualizzazioni su Facebook. Dopo aver riassunto alcuni punti del rapporto Frontex e aver mostrato su una cartina come le ong operino a ridosso delle coste libiche, lo studente fornisce la sua spiegazione al fenomeno, sostenendo che le ong aiutino migranti e trafficanti per fare affari; lo studente rimanda quindi alla lettura di un libro del giornalista Mario Giordano.
Numerosi politici di centrodestra hanno ripetuto accuse simili. Una delle più dure ed esplicite è arrivata questa settimana da Luigi Di Maio, importante dirigente del Movimento 5 Stelle, che ha detto: «Le organizzazioni non governative sono accusate di un fatto gravissimo, sia dai rapporti Frontex che dalla magistratura, di essere in combutta con i trafficanti di uomini, con gli scafisti, e addirittura, in un caso e in un rapporto, di aver trasportato criminali». Di Maio è stato anche uno dei primi a definire le ong dei “taxi” per i migranti. In realtà, come abbiamo visto, l’unico elemento su cui basare questa presunta complicità tra ONG e trafficanti arriva dai rapporti di Frontex per uso interno, privi di data e altri riscontri (nulla toglie che potrebbero emergere nuove prove in futuro, ma al momento nessuno ha ancora prodotto elementi più concreti). Nei suoi rapporti Frontex ha criticato le ong per le conseguenze non intenzionali della loro azioni, e per una generica mancanza di collaborazione con le forze di Frontex (critiche a cui diversi responsabili di ong hanno risposto molto duramente). A Di Maio ha risposto questa settimana anche lo scrittore Roberto Saviano.
Cosa c’entrano i tribunali italiani?
Secondo la Stampa, sulla questione “taxi per migranti” stanno indagando tre diverse procure: Palermo, Trapani e Catania. Quest’ultima sembra la più attiva. Il procuratore di Catania, Carmelo Zuccaro, ha dato diverse interviste a stampa e televisione. La sua indagine, ha spiegato, per il momento è solo “conoscitiva”: non ci sono indagati né ipotesi di reato. Il suo sospetto principale, ha raccontato, è che alcune di queste ong siano state finanziate in maniera illecita poiché, sostiene, hanno equipaggiamenti e veicoli troppo costosi e che, a suo dire, non si potrebbero permettere.
In un’intervista alla trasmissione Agorà il procuratore ha spiegato meglio i suoi sospetti e ha lasciato intendere che, a suo avviso, l’intera questione potrebbe nascondere un complotto molto più grande e surreale: «A mio avviso alcune ong potrebbero essere finanziate dai trafficanti e so di contatti. Un traffico che oggi sta fruttando quanto quello della droga. Forse la cosa potrebbe essere ancora più inquietante. Si perseguono da parte di alcune ong finalità diverse: destabilizzare l’economia italiana per trarne dei vantaggi. Se l’informazione è corretta, questo corto circuito non si può creare salvo per effetto di persone che vogliono creare confusione».
L’intervista al procuratore ha suscitato le reazioni di diversi esponenti del governo, come il ministro della Giustizia Andrea Orlando che ha detto: «La Procura di Catania parli attraverso le indagini e gli atti. Ricostruire la storia delle ong come la storia di collusi con i trafficanti è una menzogna». Oggi, il procuratore Zuccaro ha confermato le sue accuse in un’intervista a Repubblica. 
Zuccaro dice di essere certo che alcune piccole ONG facciano affari con gli scafisti, ma di non avere prove che si possano usare in tribunale. Ad esempio dice di aver ascoltato una misteriosa intercettazione in arabo in cui alcuni scafisti si accordavano con il capitano di un’imbarcazione di una ONG per raccogliere alcuni migranti. Quando sia stata fatta questa intercettazione e da chi, non è chiaro e non è chiaro se i giornalisti di Repubblica che hanno intervistato il procuratore abbiano avuto modo di verificarne l’esistenza.

giovedì 20 aprile 2017

L'illusione della democrazia


http://www.lintellettualedissidente.it/italia-2/lillusione-della-democrazia/

L’illusione della democrazia
Da diversi decenni viviamo, più che in un regime democratico, in un sistema partitocratico, nel quale i partiti stabiliscono le regole stesse della democrazia. La partitocrazia e i giochi di potere favoriscono la corruzione, e dalla corruzione nasce un nuovo modo di intendere la politica. Essa non è più espressione di una vocazione sociale e morale basata sullo spirito di servizio, ma diviene un punto di arrivo, il gradino più alto di una scalata sociale, l'apice di una carriera.

di Giovanni Arena - 8 ottobre 2014

Winston Churchill definì la democrazia come la peggior forma di governo esistente, aggiungendo però che non ne aveva mai conosciuta una migliore. Effettivamente la democrazia è la forma che maggiormente garantisce ai cittadini, quantomeno formalmente, giustizia sociale, assistenza sanitaria, diritti civili e politici, possibilità di manifestare in diverse forme in proprio pensiero. Che poi il governo della maggioranza presenti caratteristiche qualitative congruenti alla qualità civile e morale della maggioranza stessa, è indubbio. Ma altre forme di gestione della res publica, che sulla carta apparivano più rigide, efficaci e attrezzate, hanno scaturito conseguenze che tutti conosciamo.

Resta dunque da capire come far funzionare al meglio un meccanismo di governo strutturalmente imperfetto. La democrazia non prevede semplicemente la partecipazione alla gestione della cosa pubblica mediante la scelta dei propri rappresentanti. Il governo del popolo prevede la collaborazione e l’impegno dei cittadini al fine di salvaguardare la Polis in tutti i suoi ambiti, in tutti i campi nei quali il cittadino è impiegato, ora nello svolgimento del suo ruolo sociale all’interno della società, ora nel tempo libero. A mantenere salda la comunità statale, a tener vivi i suoi valori, a far rispettare le sue leggi, a conservare integri i suoi costumi, a salvaguardare l’ambiente, a promuovere la solidarietà tra i suoi membri, non è certo la classe dirigente. Né tanto meno l’apparato amministrativo. Una democrazia funziona quando il popolo, la comunità statale, i cittadini, possiedono appunto una forte coscienza sociale, una morale civile matura, un legame ed un senso di appartenenza non solo a ciò che giuridicamente gli appartiene, a ma tutto ciò che in qualche modo li riguarda.

L’Italia si trova ad essere, oggi, ben lontana da questo modello di democrazia. Prima di parlare di una coscienza sociale nel nostro Paese, ammesso che esista, si potrebbe affrontare una questione che nelle righe precedenti abbiamo data per scontata. Ovvero il momento politico in cui la comunità statale sceglie i proprio rappresentanti, mediante il sistema delle elezioni politiche. Da diversi decenni viviamo, più che in un regime democratico, in un sistema partitocratico, nel quale i partiti stabiliscono le regole stesse della democrazia. La partitocrazia e i giochi di potere favoriscono la corruzione, e dalla corruzione nasce un nuovo modo di intendere la politica. Essa non è più espressione di una vocazione sociale e morale basata sullo spirito di servizio, ma diviene un punto di arrivo, il gradino più alto di una scalata sociale, l’apice di una carriera.

L’antidoto a questa prima malattia della democrazia italiana sarebbe facilmente ricavabile dalla seconda idea di “governo del popolo” sopra descritta. Una comunità di cittadini caratterizzata da quella che abbiamo definito una coscienza sociale, uno spirito di solidarietà e di sacrifico, una piena consapevolezza delle esigenze della collettività e un forte senso di appartenenza tale da provvedere in ogni momento alla saluta della Polis, difficilmente sopporterebbe la tirannia dei partiti. In Italia questa utopia democratica appare come un traguardo lontano. La classe politica ha istituzionalizzato la corruzione ed il popolo, tutto sommato, si è abituato con mansuetudine a questo stato di cose. Il nostro Paese non presenta una comunità di cittadini uniti da un legame solidale, ma un massa di individui divisi tra di loro, anzi in competizione.

Vale dunque, nel nostro caso, e con una piccola aggiunta, la prima parte dell’aforisma di Churchill: la democrazia italiana è la peggior forma di governo esistente

venerdì 7 aprile 2017

L'alieno whatsappa a Damiano

Alieno: Sai forse cosa hai sbagliato...
Hai sbagliato a cercare appoggio solamente fuori dal partito
Dovevi far valere le tue idee dentro al partito.. come ha fatto renzi
Devi conquistare il PD di Verona..

Damiano: hai ragionissimo, soprattutto in ottica primarie dovevo cercare piu chiamate e bevute con iscritti che video e conferenze stampa per parlare alla città.
Incredibile come pur avendo consulenti dietro poi quando sei in ballo non riesci a vedere le cose con limpidezza.
Devo recuperare li,
il partito si è sentito quasi attaccato da me e in parte va bene, ma l'abbiamo pagata cara
Alieno: Ti ricordi quando ti ho chiesto se hai mai perso nella vita?
Damiano: mmm no
Alieno: Prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono... Poi vinci
Gandhi
Alieno: cmq si già perso 😉
Damiano: 🤗
Alieno: Prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono... La prima volta perdi..
... ed è meglio così se no ti monti la testa..
... a me è successo di nuotare nella merda per due anni in reparto...
... poi però inizi a mettere la testa fuori dal mare di merda in cui ti trovi..
Poi vedi un sasso e ti ci aggrappi.
Poi salì sul sasso, ti guardi intorno e vedi un palmeto
Ci entri
Vedi sugli alberi Bersani, Renzi, Il calamaro è l'orietta
Che si tirano noci di cocco
Un colpo Bersani butta giù Renzi
La volta dopo il contrario
Il calamaro se ne sta in disparte a mangiare calamari
E tu sali sull'albero
Damiano  😁😁😁
Alieno: Ma hai solo Delle noccioline e le tiri al calamaro è all'orietta
Loro ti tirano una valanga di noci di cocco e ti ributtano nella merda
Tu però risali di nuovo e fai un giro nel palmeto
E scopri che nel palmeto è pieno di belle cose..
Incontri Platone, Nietzsche è tutta quella ente li
E quando sali la volta dopo sulle palme ti porti un libro.. anzi una libreria
E con la libreria possono tirarti tutte le noci di cocco che vogliono
Ma tu gli restituisci i libri che pesano
e uno a uno li butti giù tutti
Poi però rimani solo, senza libri
Damiano: che dici andiamo a tirarli fuori dalla montagna di libri che li ha sotterrati poi?
Alieno: Frughi nelle tasche e trovi una fiala di Delysid
Te la bevi e te ne stai 10 anni sulla palma
Poi scendi perché ti sei rotto le palle
Incontri un viandante che ti riconosce e tu gli inizi a raccontare che Dio è morto
Ma che vuoi creare un mondo migliore
E raccogli attorno a te un sacco di persone e le convinci che another world es possible
Parola di alieno 😜
Damiano beeeeello 10 anni sulla palma
mi sa che non ho tutto sto tempo 😉
Alieno: Be' ma con l'LSD velocizzi i tempi
E poi la tua prossima occasione è tra 4 anni
A meno che l'orietta nn faccia la fine di Bersani..
In quel caso devi cercarti un letta qualunque.
Al quale dirai stai sereno..
E poi pem
E poi perdi il referendum
E poi torni a nuotare nella merda
Eterno ritorno
Che è sempre meglio di eterno riposo

mercoledì 5 aprile 2017

L’Uomo qualunque/qualcuno e la profezia di Caparezza

   http://www.ilmegafono.org/luomo-qualunquequalcuno-e-la-profezia-di-caparezza/

Apr62013
L’Uomo qualunque/qualcuno e la profezia di Caparezza
Penna Bianca Musica

Su queste colonne si è sempre reputato Caparezza un genio. Oggi lo riscopriamo con lenti diverse, riassaporando un vecchio pezzo, neanche dei più famosi: Io diventerò qualcuno, tratto dall’album “Le dimensioni del mio caos” (2008). L’artista pugliese se la prende con la cultura dell’apparire, ma, se la si ascolta e se si legge il testo con occhi odierni, il riferimento a un generico grillismo è palese e nel web qualcuno ha cominciato a notarlo. Basta leggere il testo con attenzione che… “Se vuoi parlare un po’ con me ti devo addare al mio myspace”, è il web al centro. “Nel dopoguerra non c’era chi urlava nei comizi più di cherokee”, questa è facile.

“Nella schiena dei partiti affondo le unghie: io non sono di destra né di sinistra, sono un uomo qualunque! E lo stato è demagogo, nel sistema bipolare non mi ci ritrovo”…quando ci si legittima solo di pochezza altrui.

“Vivo decenni dopo nello stesso clima che su questo fuoco getta più benzina” e la pace sociale è solo un miraggio.

“Il qualcunista milita in una banda che prende piede se la prendi sotto gamba”, come han fatto tutti invece.

“Lascia nei forum commenti di boria, ma sì… sono piccoli commenti di gloria”: trollismi e incenso. “Il Fronte dell’Uomo Qualunque è il primo partito di questo paese. Grazie e arrivederci”. Fantastico e (all’epoca) involontario riferimento all’algebra fantasiosa di Crimi.

“E siamo tutti nelle mani di chi? Di questi che per diventare qualcuno cambiano nick?”. La mediocrità al potere.

“Sì, il Fronte dell’Uomo Qualcuno ha voti al cubo, mamma che dolore al culo, lo appuro, se questo è uno scherzo manca il sens of humor…Stiamo seppellendo nell’Endemol generation”. Geniale gioco di parole tra uomo qualunque/qualcuno per evidenziarne le connotazioni: astrattismo e inconsistenza.

“Devo aspettare di perdere il mio diritto di voto per guadagnare il diritto alla nomination?”. La domanda finale è inquietante e speriamo riceva risposta negativa.

Alberto Agostini –ilmegafono.org

© 2017 Il Megafono

  

sabato 1 aprile 2017

L'alieno domani vorrebbe andare a a votare Damiano Fermo

Ciao a tutti, sono di nuovo .IT

sono tornato sulla terra ieri, perchè domani ci sarà un appuntamento importante.

Ieri ho partecipato a una festicciola organizzata da Damiano in Porta Palio.




Sembrava di essere a una festa tra amici più che a un comizio politico.
A dire il vero mi sono pure ubriacato ma forse non se ne sono accorti in molti.

Devo dire che questa volta la quantità di terrestri della mia generazione era molto più elevata rispetto al dibattito a cui ho partecipato la scorsa settimana.
Spero che questo sia un buon segno.






Damiano era sempre vestito con la sua solita giacca nera e la camicia bianca.

Probabilmente è uno di quelli psicopatici con l'armadio pieno di giacche e camicie tutte uguali.

Rispetto ai discorsi che si fanno da ubriachi alle feste però c'era qualcosa di diverso.
La gente parlava di idee, di come cambiare la città, in modo molto naive, senza parlare di tramacci politici o di voti.


Vi farò una previsione (noi sul Pianeta Verde ci divertiamo a fare queste cose)

Se Damiano vince le primarie il PD diventa il primo partito di Verona. Damiano diventa sindaco e le cose cambiano.

Se Damiano perde le primarie il PD non vince a Verona. Forse vincono i 5 stelle.. forse le cose cambieranno comunque.
Ma chissà in quale direzione.

Damiano ha in mente una direzione ben precisa e questa direzione mi piace.

Per saperne di più
http://blog.damianofermo.it/
https://www.facebook.com/events/639022389640052/

Dove votare
purtroppo nel sito del pd di verona faccio fatica a trovare dove votare... forse che non hanno paura che se va troppa gente va a finire che vince Damiano?

trovato!!

http://sostieni.damianofermo.it/


Durante il viaggio di ritorno dalla terra ho letto questo bell'articolo su Damiano che vi riporto

http://www.vvox.it/2017/03/04/primarie-pd-a-verona-fermo-io-unico-libero-lo-dicono-pure-i-5-stelle/






Fra gli aspiranti candidati sindaci dei Dem, il renzianissimo consigliere comunale spiega le sue idee. Anche su Tosi: «qui, niente da salvare. Ma sul nazionale...»

fermo damiano

Damiano Fermo, consigliere comunale del Pd a Verona, è il prototipo vivente del renziano: 34 anni, imprenditore (o meglio commerciante «nel food locale»), una laurea in economia e gestione delle imprese e pubbliche amministrazioni, una moglie e figli piccoli, nel Pd dalla fondazione, si è candidato a sindaco del suo partito da outsider, senza dirigenti alle spalle. Anzi, il suo renzismo è così renziano da fargli bacchettare persino Renzi: «deve tornare quello degli inizi: sostengo da sempre che il segretario deve fare il segretario e il premier, il premier. C’è bisogno di avere una guida a tempo pieno, per pescare gli innovatori nei territori così da realizzare il ricambio generazionale».
Cioè valorizzare, per esempio, lei.
Beh, questo è un motivo per cui, ad esempio, sono più attrattivo di Franchetto (Gustavo, giornalista, già consigliere regionale, non tesserato al Pd, in corsa anche lui alle primarie veronesi del Pd che si terranno il 26 marzo, secondo alcuni dato per vincente, ndr): un giovane interpreta meglio la realtà attuale, in un tempo di crisi di radicamento dei partiti come questo.
Oltre a lei e a Franchetto, ad aspirare alla candidatura a sindaco nel Pd c’è anche la consigliere comunale Elisa La Paglia (sicura), mentre è in forse, al momento, la consigliere regionale Orietta Salemi. Si metta nei panni di un elettore medio di centrosinistra, o medio tout court: come spiegargli le differenze fra te e loro? Perchè uno dovrebbe votare lei e non La Paglia o gli altri?
E’ proprio questo il punto. Mettersi nei panni dell’elettore odierno, libero dai vecchi recinti ideologici, pronto a premiare persone che presentano vere soluzioni. Serve una squadra e una leadership che possa interpretare il mondo di oggi, che sappia creare nuovi lavori, che sappia combattere il calo di natalità e il costante nostro invecchiamento, che abbia una visione internazionale dove Verona costruisca una posizione di primo livello.
D’accordo, ma le differenze? Con la La Paglia il motivo generazionale si sente meno, francamente.
Più che differenze parlerei di piani diversi: io sono l’unico che unisce il partito con pezzi di città che gli sono distanti. Sono stato l’unico consigliere comunale votato da almeno 80 elettori in ogni quartiere. Sono un piccolo imprenditore, con famiglia, e ho sempre contrastato l’amministrazione Tosi facendo opposizione costruttiva. Persino il blog dei 5 Stelle hanno parlato bene di me, chiedendosi “cosa ci fa Fermo nel Pd”?
Fa la parte dell’outsider, appunto.
Guardo avanti. Devi dare una visione diversa, non solo condannare.
E allora le chiedo: cosa butta e cosa salva dell’amministrazione Tosi, specialmente negli ultimi quattro anni?
Voglio essere molto chiaro. Ci sono distanze enormi tra la politica che vorrei per la mia città e l’amministrazione Tosi. La penso diversamente su come stanno agendo con le edificazioni di Verona Sud, la penso diversamente rispetto al piano per l’Arsenale, la penso diversamente rispetto alla centralità del mondo dell’innovazione nella nostra città, nel supporto alla cultura, nella ristrutturazione degli edifici pubblici. La penso diversamente rispetto alle persone selezionate per dirigere le società del comune. Io e Tosi abbiamo due modi di vedere il mondo totalmente diversi ma c’è una questione che bisogna avere il coraggio di affrontare. La democrazia è fatta di alternanza, io rifiuto la logica che tutto ciò che fanno gli avversari politici sia sbagliato. Dobbiamo imparare a fare un’amministrazione che migliora anno dopo anno, che sistemi le cose che non piacciono, ma che non riparta da capo tutte le volte. Che non rifiuti a priori per presa posizione tutto quello fatto da altri.
Sembra confermare quell’insistente voce, diventata poi critica aperta ad esempio da parte del suo ex capogruppo Bertucco, che dava il suo partito disponibile perfino ad allearsi con Tosi.
Non possiamo nasconderci che a livello nazionale Tosi ha staccato la spina sull’immigrazione alla Lega, ha votato favorevolmente sui diritti civili e le coppie di fatto, ha sostenuto la riforma costituzionale. Ma a livello amministrativo non c’è niente da salvare.
Però i suoi voti farebbero comodo, in un eventuale ballottaggio a Verona.
Non ha più niente a che fare col centrodestra. E comunque i suoi elettori sono liberi. Al ballottaggio devi convincere più cittadini possibile. Non è un mistero che a Verona, culturalmente, la sinistra è minoritaria: se usi quel linguaggio, perdi. Devi creare una leadership e una squadra che sappia superare le quattro tappe, che per me son primarie, primo turno, secondo turno e amministrare. L’ultima volta, sull’ultimo siamo caduti.
Come, in concreto?
Faccio un esempio: se i 5 Stelle proponessero un assessore al bilancio bravissimo sui derivati che ci stanno scoppiando in mano, io sarei disponibile. Stessa cosa se lo facesse Tosi o la Lega.
Sì, e poi chi glielo dice al suo partito?
Infatti, gli altri candidati sono di minoranza o di maggioranza, col supporto dei dirigenti. Io sono libero, e quindi agirei con le mani libere.
In cosa ha mancato, è stato poco incisivo, è stato inadeguato come opposizione il suo partito a Verona?
Domanda cattiva. Credo che il mio partito, come tutti i partiti nei giorni in cui viviamo, sconti una fatica enorme nel parlare, nel capire, nel mettersi alla stessa linea delle aspettative, dei sogni, delle speranze delle persone. Il mondo ci è cambiato sotto i piedi, i prossimi anni saranno anche peggio. I partiti però sono rimasti ancorati agli stessi sistemi organizzativi e decisionali di 40 anni fa. Questo è un freno pazzesco per essere reattivi e proattivi. A Verona manca una visione strategica condivisa come comunità e istituzioni e l’opposizione non è riuscita a raccontare l’idea di città dinamica e forte che dobbiamo immaginare e realizzare per attrarre talenti e risorse.
Intanto siamo alla prima delle tappe che diceva: si vota in maggio, le primarie del suo partito sono a fine mese. Praticamente ci saranno due mesi per la campagna elettorale. Non è poco? Non dà l’idea di un partito che arriva tardi, col fiatone, diviso, e che va alla conta interna solo perché sia Tommasi che Trevisi hanno rifiutato la proposta del partito?
Non c’è dubbio. Inutile nascondersi. Senza voler puntare il dito contro nessuno, ma non sono questi i presupposti migliori per riconquistare culturalmente e politicamente Verona. Non per nulla io mi sono candidato alle primarie all’inizio di gennaio, senza aspettare convulse riunioni interne di tattica e conteggio. Pensi che già gennaio mi sembrava tardi. Trevisi mi piaceva molto, ho già dichiarato che se avesse accettato, avrei fatto un passo indietro.
Mi dica tre punti salienti del tuo programma per Verona, se fosse lei il candidato sindaco.
Credo prioritaria un’azione su turismo, innovazione, salute. Va creata subito un’agenzia per la promozione di Verona nel mondo, privata con un bando pubblico, per gestire l’accoglienza turistica, dal pernottamento, che non può ridursi a una sola notte, ai servizi. Incredibile non avere una strategia e un’organizzazione per guidare il primo asset cittadino. L’assessore all’Innovazione deve pianificare l’evoluzione digitale di Verona, assieme ad agenzie e start-up attive in città, per attrarre talenti e creare nuove filiere economiche. Serve una piantumazione arborea massiccia attorno ad autostrade e tangenziali per assorbire polveri sottili assieme ad un piano per la riduzione del traffico che preveda filobus e incentivi contro l’uso dell’auto.
Cosa ne pensa dell’idea di “velare” l’Arena: idea utile, o è solo marketing? E come risollevare le sorti della fondazione? Le piace il progetto di Spa proposto dal trio Maccagnani-Lambertini-Manni?
L’idea mi lascia perplesso, non mi convince molto. Ma non perchè a priori sono contro. Non possiamo essere sempre contro qualcosa che non conosciamo. Ma perchè analizzando la proposta per quel poco che si è potuto sapere mi sembra una proposta piena di problemi. Ad ogni modo, il coinvolgimento di un privato è un ottimo segno per la città. E’ sempre bello quando gli imprenditori del terriotrio si impegnano a dare qualcosa indietro di quanto hanno ricevuto. Se fosse per me, ragionerei sull’intera strategia dell’arena, non sulla copertura si o no. Individuiamo cosa ci vogliamo fare per i prossimi 50 anni, ragioniamo sul contenitore Arena,  e poi capiamo se la copertura è parte o meno della strategia che vogliamo perseguire.
E del progetto di Spa? Secondo il sovrintendente Polo è impraticabile.
Lo penso anch’io. Per il semplice motivo che il circuito economico di una realtà come l’Arena è nell’indotto, ma dal punto di vista gestionale la fondazione in sè non è sostenibile per il privato. Cascherebbe il palco.
Già. Checchè un privato possa dire, nessuno regala niente a nessuno.
Ma figurati.Devi fare un bando internazionale su cui nominare il miglior sovrintendente disponibile, non l’amico di turno, e la legislazione sulle fondazioni deve prevedere chiaramente la possibilità di licenziamento dei dirigenti inadeguati. Fermo restando che, parlando di cultura, è chiaro che la fonte di finanziamento principale non può rimanere che pubblica.
Andando sul nazionale, non è un problema politico per Renzi l’inchiesta Consip che coinvolge suo padre e il suo braccio destro Lotti?
Le confesso una cosa: sono talmente immerso nell’incontrare persone, stringere mani, capire i problemi dei nostri cittadini che sto trascurando le vicende nazionali. Anche perchè è un casino tutti i giorni. Sicuramente Renzi e la cerchia delle persone che lo circondano è sotto la lente di ingrandimento. Credo che se la magistratura appurerà reati, chi sarà individuato responsabile di quei reati dovrà essere allontanato, a prescindere dal cognome che porta.
Domanda consapevolmente scontata: al congresso nazionale per chi voterà?
Sono abituato a sentire le tesi, le idee, i compagni di strada prima di prendere delle posizioni a prescindere. Credo che Renzi possa dare ancora tanto al Pd, credo che Orlando possa essere un grande segretario. Se dovessi scegliere con le informazioni che ho in questo momento la mia croce sarebbe su Renzi. Ma datemi il tempo di capire cosa proporrà e che percorso vorrà fare Orlando o altri che decideranno di candidarsi.











domenica 26 marzo 2017

Un alieno alle primarie del PD

NB quello che segue è un piccolo racconto, ogni riferimento a fatti e persone realmente accaduti è abbastanza casuale..

Ciao a tutti, sono .IT il figlio di ET.
Mio padre lo conoscete già.. è stato protagonista di un film di Spielberg negli anni '80.
Io nel mio pianeta, il Pianeta Verde, sono considerato un Millenials (https://it.wikipedia.org/wiki/Generazione_Y) perchè sono stato concepito quando mio padre, eccitato dal successo ottenuto sulla terra grazie a Spielberg, è tornato e mi ha concepito assieme a mia madre, EVA.
Mio padre ogni 10 anni mi porta sulla terra perchè ha mantenuto un legame forte con vostro Pianeta.
E mi ha chiamato .IT in onore dell'Italia!
Io mi sono candidato alle elezioni per diventare presidente del Pianeta Verde, perchè finalmente è giunto il momento della Generazione Y anche da noi. (e devo dire che ho buone possibilità di vincere ma questa è un altra storia) La generazione X sul pianeta verde non è riuscita a rimanere al passo con i tempi e se non si fosse messa da parte saremmo stati invasi dai pianeti circostanti..

Ieri ET ha quindi deciso di portarmi a Verona, perchè si sarebbe tenuto un dibattito tra un candidato generazione Y Damiano, che per semplicità chiamerò Matteo, e due candidati della generazione X (https://it.wikipedia.org/wiki/Generazione_X) ossia  Gustavo che chiamerò Andrea e Orietta che chiamerò Michela, per diventare sindaco della città.





della

La platea era composta per il 90% da cittadini della generazione X (o precedenti) e per un misero 10% da cittadini della generazione Y. A quanto pare sulla terra, come era da noi qualche anno fa, la generazione Y non si interessa ancora alla politica (probabilmente è troppo sfiduciata per farlo).

L'incontro è iniziato con una presentazione dei 3 candidati.
Ha iniziato Matteo parlando della sua storia: Damiano è nato nella bassa di Verona, in mezzo ai campi, dove è sempre vissuto immerso nella natura. Ha sempre sentito il bisogno di cambiare il mondo attorno a sè (troppo inquinamento, troppa ricerca del profitto fine a se stessa, senza rispetto per le altre persone e per il mondo in cui viviamo).
Dopo essersi iscritto alla Facoltà di Economia di Verona, a differenza dei suoi coetanei, ha capito che era già tempo di impegnarsi per cambiare le cose.. in quei tempi all'Università di Verona la rappresentanza studentesca era tutta nelle mani di CL, un gruppo cattolico diffuso in modo capillare sul territorio nazionale, che ogni anno cercava adepti tra le matricole più spaesate. Damiano sapeva che una buona parte degli studenti non era rappresentata.
Così Matteo porta un gruppo di sinistra l"UDU" a Verona e diventa rappresentante degli studenti. Durante il suo mandato cerca di valorizzare i punti in comune tra gli studenti e cerca di scotomizzare le diversità.
Quando diventa grande, Damiano fonda Bioloc: una startup che nasce per portare in giro per l'Italia prodotti a km zero (lui ve la sa spiegare meglio se la cosa vi sfugge.. oppure andate su questo sito https://bioloc.it/). Durante un colloquio privato fatto con lui mi ha confessato una cosa straordinaria: io non lavoro mai, neanche un secondo della mia giornata. Quello che ha detto tanti anni fa Confucio si può applicare anche oggi: Scegli il lavoro che ami e non lavorerai mai, neanche per un giorno in tutta la tua vita.
Qualche malalingua dice che Damiano si è buttato in politica perchè con Bioloc non guadagna abbastanza per vivere.. diamogli tempo.. anche Marck Zuckenberg ha fondato Facebook per gioco.
Nel frattempo Matteo viene eletto consigliere comunale del PD, e durante il suo mandato si comporta da outsider.. dialoga con i 5 stelle sui temi della legalità e dell'ambiente e questo lo porta scontrarsi più di una volta con i suoi colleghi di partito,.. (tutti della generazione X ovviamente)
Nella sua presentazione Matteo spiega che l'esperienza da consigliere comunale gli è servita per capire cosa non va e cosa cambiare all'interno del Comune, in particolare ritiene di straordinaria importanza motivare i lavoratori comunali, riconoscendo il ​merito di chi lavora per un bene comune e superiore, contro chi interpreta il pubblico come un parcheggio.

Poi Andrea ha parlato di un sacco di cose che riguardano il passato, ha parlato dei primi anni 2000, tempi in cui io giocavo tutto il giorno alla Play Station.. per cui evito di commentarle perchè direi solo cazzate

E infine Michela ha fatto un discorso interessante credo.. Ma la mia attenzione era rivolta a rielaborare le frasi di Matteo e niente di quello che ha detto Michela è riuscita a cogliere la mia attenzione. Però l'idea che mi sono fatto della candidatura di Michela è che non sia voluta. L'impressione che ho avuto è che Orietta sia in un momento di difficoltà della sua vita, per problemi estranei alla politica. Probabilmente qualcuno più potente di lei, che non crede in Matteo, ha sollevato il telefono e ha detto: "Michela siamo disperati, ti tocca candidarti" e lei: "io credo un sacco nel PD e nella città di Verona ma non ho le forze per farlo" e lui: "ubbidisci in nome di un bene comune, poi avrai tempo anche per te".

Ora vi parlo ancora un po' di quello che, lo avrete capito, è il mio candidato preferito.. vi riporto alcune frasi di Matteo:

"Secondo molti la mia età è un difetto, perchè dicono che ho poca esperienza, anche se sono già in politica da molto tempo. In verità vi dico che ho la determinazione e la forza nelle gambe per correre. Il futuro è adesso. Adesso tocca a noi."

"La mia generazione è la generazione della resilienza. Ci siamo inventati un lavoro perchè il lavoro non esiste più. Voi della generazione Y ci avete rubato il lavoro, non ve ne andate dai vostri posti di lavoro, ci guardate con sospetto quando usiamo i nostri smartphone e le nostre app. Dite che l'inglese non è importante. Se siete di sinistra vi rinchiudete dentro le feste dell'unità e dietro ai sindacati o ai giornali. Se siete di destra ve ne state rinchiusi nelle vostre aziende. Se siete grillini passate il tempo sul blog di un vecchio che non sa niente di tecnologia e che ha affittato il suo saper fare il comico a non si sa chi."

"Io ho poca esperienza ma il PD è l'unico partito in Italia degno di tale nome. Se ho un problema alzo la cornetta e chiamo gli amministratori di tutta Italia"

"Io voglio essere l'allenatore di una squadra ricca di persone che abbiano Competenze, Impegno e Determinazione"

"Il mondo è cambiato, il voto politico è molto più liquido, c'è molta più libertà nel seggio elettorale rispetto a un tempo"

"Tosi ha messo amici e parenti nei posti che contano. Persone a lui note ma incompetenti. Io nei primi 100 giorni andrò da ciascuno dei 1000 dipendenti comunali per motivarli, per farli sentire importanti e per mostrargli che se lavoriamo insieme per il bene della città siamo una grande squadra.
Nei posti di comando voglio persone di competenza e esperienza, non amici di amici."

"Serve unire tutte le persone capaci e creative per

"Io condivido molte idee del M5S ma loro, pur di non scendere a compromessi, andrebbero a sbattere contro un muro. Anzichè cercare qualcuno che gli apra la porta cercano un muro contro cui sbattere"

Primarie PD. Damiano Fermo punta su innovazione, cultura e sicurezza
„

 "Le primarie sono uno strumento per confrontarsi su idee, contaminarsi e individuare nuove proposte e i vari dirigenti e parlamentari che le usano per contarsi internamente e dividersi il recinto stanno facendo un altro gioco"“

"Tosi ha governalo la città in sintonia con una parte della città. Noi abbiamo il dovere di parlare a quella parte di concittadini per proporgli una valida alternativa che comprenda i loro disagi e gli proponga delle nuove soluzioni"

"La colpa principale dell'amministrazione Tosi è l'aver messo nei posti di potere persone non adeguate​ a ricoprire quelle sfide e quelle responsabilità".


"Damiano Fermo punta su innovazione, cultura e sicurezza"

"Sicurezza non è solo evitare che mi entrino in casa mentre sono al lavoro. Sicurezza vuol dire anche sicurezza stradale, andare in bicicletta senza fumare l'equivalente in smog di 100 sigarette".

"voglio costruire non distruggere"

"la mia parola d'ordine è UNIRE UNIRE UNIRE"

Io .IT avrei voluto che Matteo dicesse anche le seguenti frasi:

"Voglio lavorare per i giovani di Verona, per gli specializzandi che vengono da tutta Italia, attratti da un ospedale ricco di eccellenze, ma che appena arrivano a Verona da città come Bologna o Roma o Milano o Torino si disperano. Perchè non c'è niente da fare dopo le 01.00 di notte. Verona è in mano alle vecchiette che non vogliono rotture di palle sotto le porte di casa.  Verona non è solo fascista come ci fanno credere i tifosi dell'Hellas"


"Rendetevi conto che Salvini utilizza la paura come arma politica. Associa gli immigrati alla sicurezza ma non parla di sicurezza stradale e di ambiente" "Salvini usa gli immigrati per andare al governo, ma quando sarà a Palazzo Chigi entrerà in una crisi d'ansia generalizzata senza precedenti"




C.P. alias .IT


https://www.google.com/adsense/new/u/0/pub-7046883832426545/home
„Tre le parole d'ordine del programma di Damiano Fermo: innovazione, cultura e sicurezza. "Per creare lavoro qualificato per le prossime generazioni dobbiamo far incontrare impresa veronese storica e centri di ricerca e incubatori. Più l’innovazione entra nelle fabbriche, più lavoro stabile e sostenibile creeremo - ha spiegato il candidato - Dobbiamo sfruttare al meglio il capitale storico, paesaggistico, artistico che abbiamo avuto in regalo e promuoverlo con strategia nel mondo, portando turismo qualificato che viva Verona e triplichi la ricchezza creata. Infine la sicurezza per proteggere i nostri cittadini da crimine, ma anche incidenti stradali ed eventi naturali".“

martedì 21 marzo 2017

Chi è Eric Clapton?

Questa mattina fuori dal panificio c'era un ragazzo che viene dalla Nigeria.
Mi ha chiesto qualcosa da mangiare e ho deciso di prendere due pizzette anche per lui..
Dopo avergliele portate ci siamo fermati a parlare..
Mi ha raccontato che è arrivato a Verona dopo un lungo viaggio, attraverso il Sahara e il Mediterraneo.

Poi gli ho parlato di Salvini e lui mi ha detto che non lo conosce.
Gli ho spiegato che se Salvini fosse passato di lì mi avrebbe rimproverato perché stavo parlando con un immigrato che viene a rubarci il lavoro; che rappresenta il peggio della società da cui proviene.

Quindi gli ho chiesto che intenzioni aveva e lui mi ha risposto che stava cercando lavoro e che, se lo avesse trovato, sarebbe rimasto in Italia ma, se ciò non fosse possibile se ne sarebbe andato in un altro stato..

Curioso gli ho chiesto se era vero che lui era il peggiore della sua famiglia, della società da cui proviene.

Lui mi ha risposto che è il primo di molti figli, che la sua è una famiglia numerosa poligama e Cristiana.. 

Mi ha anche detto che nel suo paese è uno svantaggio essere il primo figlio di una famiglia perchè questo comporta essere vittima dell'invidia degli altri a causa di problemi di eredità.

A questo punto ha iniziato a sbottonarsi la camicia e mi ha mostrato una cicatrice sull'emitorace di sinistra.. mi ha spiegato che gli hanno sparato al polmone e che ha rischiato la vita per un banale problema di eredità. 

Avrei voluto sapere molte altre cose su di lui ma aveva da fare... allora ci siamo scambiati i numeri di telefono. 

Avrei tanto voluto che passasse Salvini per fargli conoscere questo ragazzo che tanto pericoloso non mi è sembrato, e che onestamente mi è sembrato fare discorsi molto più simpatici del caro Matteo della val padana.

Auguro a Eric detto Clapton di ottenere il prima possibile il permesso di soggiorno per poter trovare un lavoro e per poterla smettere di dover chiedere alla carità fuori dal panettiere. 


Questa è l'intervista che ne è nata qualche giorno dopo (fatta su WhatsApp).
Non la traduco in Italiano perché, dopo aver capito chi è Salvini, Eric si è preoccupato..

Who are you?
Years 27. Male. Born in benin city. Work as an electronic repair . I live all my life in Edo state. 
I have being learning my work for the pass five year now. 

Do you like your work?
I really like my work then. But since I have being in Italy I have not being doing the job of my dream. 

What makes you angry?
The thing that get me angry are I hate lies, when some one promise me and fail. 

Which are your dreams?
My dream in the future is too have a good job and have a wonderful family. 

Why did you chose to come to Italy?
I didn't chose to come to Italy it was faith that brought me here

Do you want to stay here?I will love to stay here in Italy but no work for we blacks and it is not fair

How much did you pay to come here?
I didn't pay to be here it was faith who brought me here
Where you afraid during the trip?
Yes I was afraid on my way to Libya but that fear reduced because I was looking forward to make money in Libya because I was going there to work under a friend

Decrescita felice

Articolo DENSO di concetti importantissimi

-"spesso il bene e il male non sono questione di principi, ma di dosaggio. L’acqua in quantità ragionevoli è una benedizione, però quando si presenta come inondazioni e siccità diventa un disastro"
-"le società tradizionali conoscevano i suoi pericoli e provavano a scongiurarli. Le società moderne invece non concepiscono i limiti che come ostacoli da rovesciare"
-"l’aumento della quantità diventa un fine in sé, slegato da ogni finalità umana"
-"Il limite, allora, non è una costrizione imposta ma una conseguenza del nostro amore"
-"Il funzionamento delle nostre società è diventato, per ognuno di noi, troppo astratto"

http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=58533

sabato 18 marzo 2017

Chi è Damiano Fermo?


Questa volta siamo riusciti a intervistare un pezzo grosso... Damiano Fermo, consigliere comunale del PD, candidato alle primarie del PD per diventare sindaco di Verona..
Outsider (come lo era Renzi all'inizio); unico "Millenials" tra i candidati del PD a diventare sindaco..
Tenetelo d'occhio perché sentirete parlare molto di lui

Vediamo cosa ha da dirci..





Chi sei?
Mi chiamo Damiano Fermo, ho 35 anni, sono nato a Isola della Scala.
Mi sono laureato in Economia Aziendale all'Università di Verona.
Vivo a Verona, in Borgo Venezia. Fino a 3 anni fa ho vissuto in Borgo Milano

Che lavoro fai?
Lavoro alla Bioloc da 3 anni (https://bioloc.it/), più o meno da quando sono entrato in comune come consigliere. Prima ero  responsabile filiali in una società di consulenza del lavoro e prima ancora responsabile controllo di gestione in una grande impresa metalmeccanica veronese

Stai facendo il lavoro che hai sempre sognato?
Si, faccio un lavoro a contatto con le persone e a tutela dell’ambiente. Quando fai un lavoro come il mio non lo senti nemmeno come un lavoro.

Cosa ti da più piacere quando sei al lavoro?
La relazione con le persone, il confronto con i loro pensieri e il loro modo di porsi. 
Credo che il posto di lavoro e il modo con cui si collabora sia fondamentale per la qualità del lavoro oltre che per la qualità della propria vita.

Cosa ti fa arrabbiare?
La tendenza a buttare sempre fango sugli altri, quando non si sa brillare. Non voler fare mai i conti con se stessi e cercare la causa del problema sempre in qualcun altro o in qualcos’altro. 
Questo è uno dei grandi difetti della nostra epoca ed è una mancanza di maturità che mi pesa parecchio quando la trovo.

Progetti per il futuro?
Fare il Sindaco ed essere orgoglioso della mia città e della comunità in cui vivo

Fai sport? 
Ho giocato a calcio fino all’età di 24 anni, fino a qualche mese fa correvo almeno una volta a settimana. Ora giro la città con la mia inseparabile bici e grazie a lei mi tengo in forma.

Credi in Dio?
Credo serva un senso religioso, che ci sia bisogno di vedere al di sopra di noi e legarci ad un progetto alto, anche mistico. Ma non mi sono mai posto la questione se esista o meno un Dio da pregare in cui credere. Rispetto chi crede come chi non.

Fai finta di avere in mano la lampada di Aladino.. cosa gli chiederesti?
Gli chiederei di togliere tutte le maschere che indossiamo ogni giorno, vergognandoci di chi siamo per omologarci a quello che pensiamo gli altri vogliano vedere di noi e perdendo così il rispetto in noi stessi, l’orgoglio di quello che siamo. 

Elencami 3 tuoi pregi e 3 tuoi difetti.
Disponibile, positivo, sensibile - Dispersivo, irascibile, tirchio

Ti piace leggere? Hai mai fatto Yoga? Come vedi il mondo tra 30 anni?
Leggo attualità e documentazione per il bisogno di aggiornarmi ma purtroppo pochissimi libri. Mai fatto yoga in modo serio. Fra 30 anni la tecnologia sarà davvero al nostro servizio, lavoreremo meno e meglio, investiremo tempo per la famiglia e la cura dei nostri luoghi collettivi. 
Credo davvero che ci sarà un miglioramento e spero nel governo mondiale, o comunque in un equilibrio che non basi più la propria stabilità sulla prevaricazione e la violenza ma sulla cooperazione.

Parliamo ora di Politica.. Qual'è il motivo principale per cui ti candidi a guidare la città di Verona?
Perché mi piacciono le sfide. Perché raggiungere obiettivi insieme è infinitesimamente più bello che raggiungerli come singolo. 
Perché non sto bene se gli altri stanno male, e credo ci sia una povertà, sia materiale che spirituale che dobbiamo combattere, per sentirci una comunità che immagina un viaggio comune, che condivide, anche in piccola parte, quel viaggio. 
Credo che una città bella come Verona abbia bisogno di credere in se stessa e diventare più forte di quanto lo è oggi.

Elencami tre cose di Verona che funzionano bene? 
Università; asili; facilità nelle relazioni.

E tre cose di Verona che vuoi assolutamente cambiare? 
Mobilità e accessibilità per i disabili; abbattimento polveri sottili; politiche per creare lavoro qualificato. 

Cos'è la politica per te?
Oggi è l’arte di trovare soluzioni in un mondo di risorse scarse, coinvolgendo i cittadini e costruendo con loro un modello di welfare sostenibile e orizzontale. I
eri oggi e domani è la tensione necessaria per mettere al centro della discussione l’essere umano e la sfida perchè torni a guardare alto, a pensare con la testa ed agire con il cuore. 

Per te conta di più la politica o il lavoro che fai?
Politica la faccio ovunque, sia in comune che nel lavoro. 
In entrambi i campi, non mi limito al ruolo standard, ma cerco di cambiare le cose focalizzandomi sempre sulla grande responsabilità che hanno le persone e la loro capacità di stare assieme su degli obiettivi comuni.

In cosa sei diverso dagli altri candidati del PD? Cosa ti differenzia dal m5s? Dalla lega? Da forza Italia?
Ho una generazione che guarda avanti di due: ai padri e ai nonni e indietro di uno: ai figli. 
Credo tocchi a noi ricercare l’equilibrio perduto di questa epoca. O almeno dobbiamo prenderci un bel pezzo di responsabilità, nessuno ci tirerà fuori dall’immobilismo. Tocca a noi.

Siamo nel 2030. Hai vinto le primarie del PD a Verona, sei diventato sindaco, hai governato bene x 5 anni. Sei famoso, sei andato in TV e ti sei candidato alla primarie del PD nazionale. Hai vinto le elezioni politiche hai governato 10 anni. Come hai cambiato l'Italia?
Ne riparliamo il 2 aprile?

Ok, grazie mille Damiano


per approfondire