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giovedì 1 giugno 2017

Il Karmapa ci spiega come affrontare la vita moderna

http://quotes.justdharma.com/category/karmapa/17th-karmapa/

Everything in life happens due to various causes and conditions coming together. Interdependence reveals the profound implications of this simple fact. It shows us that everything that exists is a condition that affects others, and is affected in turn, in a vast and complex web of causality. As part of that web, we ourselves are […]

17th Karmapa

mercoledì 29 marzo 2017

I sommersi e i salvati

 "I sommersi e i salvati" di Primo Levi: commento
Di Luca Ghirimoldi , Rachele Jesurum
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Presentiamo qui tre estratti da I sommersi e i salvati, che rappresentano i temi principali affrontati dall’autore nell’opera: la fallacia della memoria umana, la lotta interna al lager tra i prigionieri, in quella che Levi definisce “la zona grigia”, e il sentimento di angoscia e di vergogna che l’autore ha provato al momento della liberazione.

Nel primo capitolo, intitolato La memoria dell’offesa, Levi esprime la sua preoccupazione riguardo al ricordo della Shoah; poiché la memoria umana tende ad eliminare o modificare i ricordi con il passare del tempo, il terrore dell’autore è che anche la tragedia dei Lager possa, un giorno, essere dimenticata:

    La memoria umana è uno strumento meraviglioso ma fallace. È questa una verità logora, nota non solo agli psicologi, ma anche a chiunque abbia posto attenzione al comportamento di chi lo circonda, o al suo stesso comportamento. I ricordi che giacciono in noi non sono incisi sulla pietra; non solo tendono a cancellarsi con gli anni, ma spesso si modificano, o addirittura si accrescono, incorporando lineamenti estranei 1.  

Questa angoscia, che torna perenne in numerosi scritti di Levi, è giustificata dal fatto che la memoria dovrebbe portare con sé la conoscenza, e quest’ultima dovrebbe fare sì che il genere umano non ripeta gli stessi orrori del passato. Quello dell’oblio è un rischio che l’autore ha ben presente e che tratteggia con lucidità, sottolinenando sia i rischi della “lenta degradazione” della memoria sia quelli della stereotipizzazione del passato:

    Si conoscono alcuni meccanismi che falsificano la memoria in condizioni particolari: i traumi, non solo quelli cerebrali; l’interferenza da parte di altri ricordi “concorrenziali”; stati abnormi della coscienza; repressioni; rimozioni. Tuttavia, anche in condizioni normali è all’opera una lenta degradazione, un offuscamento dei contorni, un oblio per così dire fisiologico, a cui pochi ricordi resistono. [...] È certo che l’esercizio (in questo caso, la frequente rievocazione) mantiene il ricordo fresco e vivo, allo stesso modo come si mantiene efficiente un muscolo che viene spesso esercitato; ma è anche vero che un ricordo troppo spesso evocato, ed espresso in forma di racconto, tende a fissarsi in uno stereotipo, in una forma collaudata dall’esperienza, cristallizzata, perfezionata, adorna, che si installa al posto del ricordo greggio e cresce a sue spese 2.

Per quanto riguarda “la zona grigia”, descritta da Levi nel secondo capitolo, si può affermare che essa rappresenta uno degli aspetti più importanti e agghiaccianti del libro. Levi ci svela infatti che l’animo umano, davanti a un attacco esterno di dimensioni annientanti come fu quello nazista, non scelse l’unione contro l’aguzzino, ma la cosiddetta “lotta tra poveri”. L’autore descrive così l’arrivo ad Auschwitz:

    Si entrava sperando almeno nella solidarietà dei compagni di sventura, ma gli alleati sperati, salvo casi speciali, non c’erano; c’erano invece mille monadi sigillate, e fra queste una lotta disperata, nascosta e continua. Questa rivelazione brusca, che si manifestava fin dalle prime ore di prigionia, spesso sotto la forma immediata di un’aggressione concentrica da parte di coloro in cui si sperava di ravvisare i futuri alleati, era talmente dura da far crollare subito la capacità di resistere. Per molti è stata mortale, indirettamente o anche direttamente: è difficile difendersi da un colpo a cui non si è preparati 3.

Con l’ultima citazione da I sommersi e i salvati, analizziamo il terzo tema di cui Levi ci parla, quello della liberazione. Questo momento, sognato e sperato durante la reclusione, preludio di un ritorno alla vita, venne vissuto dalla maggior parte dei liberati con angoscia e vergogna:

    Nella maggior parte dei casi, l’ora della liberazione non è stata lieta né spensierata: scoccava per lo più su uno sfondo tragico di distruzione, strage e sofferenza. In quel momento, in cui ci si sentiva ridiventare uomini, cioè responsabili, ritornavano le pene degli uomini: la pena della famiglia dispersa o perduta; del dolore universale intorno a sé; della propria estenuazione, che appariva non più medicabile, definitiva; della vita da ricominciare in mezzo alle macerie, spesso da soli. Non “piacer figlio d’affanno” 4: affanno figlio d’affanno. L’uscir di pena è stato un diletto solo per pochi fortunati, o solo per pochi istanti, o per animi molto semplici; quasi sempre ha coinciso con una fase d’angoscia 5.

Tornando alla vita, come ci spiega l’autore, si torna a percepire la realtà da essere umani, e non più da fantasmi disumanizzati, e tutto il dolore e l’umiliazione di quella esperienza crolla sui sopravvissuti, insieme alla vergogna di essere riusciti ad uscire vivi dal Lager, che porta con sè due domande ricorrenti: “a quale costo?” e “perché proprio io?”.

1 P. Levi, I sommersi e i salvati, Torino, Einaudi, 1986, p. 14.

2 Ivi, pp. 14-15.

3 Ivi, p. 25.

4 Si tratta di una citazione da La quiete dopo la tempesta (v. 32) di Leopardi dove, sulla scorta di alcune considerazioni contentue nella Zibaldone, il poeta sviluppava la tesi per cui il piacere è figlio della sofferenza. Qui Levi capovolge l’assunto leopardiano.

5 P. Levi, I sommersi e i salvati, cit., p. 51.

http://m.oilproject.org/lezione/vita-primo-levi-zona-grigia-sommersi-e-salvati-2881.html

Provvida sventura

PROVVIDA SVENTURA
Il Manzoni nell’Adelchi e precisamente nel coro di Ermengarda(moglie di Carlo Magno ripudiata) morente torna a rivolgersi ad Ermengarda. Scaccia dalla tua mente angosciata le passioni, eleva a Dio un canto eterno: nel suolo (= Lombardia), che dovrà ricoprire le tue spoglie, sono sepolte altre spose che come te sono morte di dolore causato dall'amore, sono donne che hanno perso il fidanzato o i figli morti in battaglia, trafitti dalle spade longobarde. Tu, che discendi dalla famiglia regnante dei Longobardi, colpevoli oppressori, la cui legge era quella del più forte e la virtù stava nel fatto di essere maggiore di numero e la gloria nel non aver pietà dei deboli, fosti collocata dalla PROVVIDA SVENTURA tra gli oppressi: muori dunque tra il pianto delle suore, dove nessuno oserà insultare le tue spoglie. Muori e sul tuo volto torni la pace com'era quando, ignara di un traditore avvenire (v. 31), esprimeva solo lievi pensieri. Così come il sole tramontante dietro i monti, da dietro le nuvole trova uno spiraglio per arrossare il vibrante occidente ed augurare al religioso contadino un giorno sereno.
PROVVIDA SVENTURA = sventura mandata dalla provvidenza: noi viviamo in un mondo di malvagi destinati all'inferno: Dio manda a qualcuno di questi la sventura per purificarli e renderli diversi dai malvagi: in questo modo chi prima era oppressore diviene oppresso (per Manzoni o sei l'uno o sei l'altro: non puoi stare nel mezzo) = Ermengarda da oppressore, grazie alla Provvida Sventura diventa oppressa e le si aprono così le porte del Paradiso. - La vicinanza dei due termini costituisce un ossimoro: figura retorica che consiste nell'accostamento di due termini di significato opposto: se soffrirai sulla terra avrai la possibilità di conquistare il Paradiso. Segue l'accordo tra Svarto, ora nobile del Regno dei Franchi, e il Duce Guntigi, che aveva ricevuto l'incarico da Desiderio di difendere le mura di Pavia: non mantiene l'impegno e le forze di Carlo potranno entrare in Pavia

giovedì 23 febbraio 2017

Occidentali's karma


https://it.m.wikipedia.org/wiki/Occidentali%27s_Karma?wprov=sfla1


Il successo di pubblico questa volta coincide con il successo finale. Il vincitore del Festival di Sanremo, edizione 2017, è Francesco Gabbani.


CHI È


Francesco Gabbani ha vinto lo scorso anno tra le Nuove Proposte con Amen, ottenendo anche il Premio della Critica `Mia Martini´ e il Premio Sergio Bardotti per il miglior testo. Nella notte, a Sanremo 2017, ha rivinto col brano “Occidentali’s Karma”, stavolta tra i Big. Poche ore prima aveva spopolato anche sui social il suo balletto con lo scimmione, nel quale si nasconde Filippo Ranaldi, 28enne coreografo di X Factor.


LA CARRIERA


Nato a Carrara nel 1982, all’età di 4 anni batte i primi colpi di batteria, a 9 anni inizia a studiare chitarra, a 18 firma il suo primo contratto che lo porta con il progetto Trikobalto, a registrare un album prodotto da Alex Neri e Marco Baroni dei Planet Funk. Nel 2010 arriva il secondo album, il tour in Francia e il video di Preghiera maledetta. I Trikobalto vengono scelti come supporter della data italiana degli Stereophonics e sono tra gli ospiti del Palafiori di Sanremo durante il Festival 2010. Nella primavera di quell’anno, Francesco lascia la band e firma un nuovo contratto per la realizzazione del suo primo progetto da solista. Nell’estate 2011 esce il singolo Estate, in autunno il videoclip di Maledetto amore, brano tratto dalla colonna sonora del film “L’amore fa male” di Mirca Viola.





IL VIDEO


ECCO IL TESTO DELLA CANZONE OCCIDENTALI’S KARMA CON CUI FRANCESCO GABBANI HA VINTO IL FESTIVAL DI SANREMO EDIZIONE 2017


Essere o dover essere
il dubbio amletico contemporaneo
come l’uomo del neolitico
nella tua gabbia 2×3 mettiti comodo
intellettuali nei caffè, internettologi
soci onorari del gruppo dei selfisti anonimi


L’intelligenza è démodé
risposte facili, dilemmi inutili
AAA cercasi (cerca si)
storie dal gran finale
sperasi (spera si)
comunque vada panta rei
and singing in the rain


Lezioni di Nirvana
c’è il Buddha in fila indiana
per tutti un’ora d’aria, di gloria
la folla grida un mantra
l’evoluzione inciampa
la scimmia nuda balla
occidentali’s karma
occidentali’s karma
la scimmia nuda balla
occidentali’s karma


Piovono gocce di Chanel
su corpi asettici
mettiti in salvo
dall’odore dei tuoi simili
tutti tuttologi col web
coca dei popoli
oppio dei poveri
AAA cercasi (cerca si)
umanità virtuale
sex appeal (sex appeal)
comunque vada panta rei
and singing in the rain


Lezioni di Nirvana
c’è il Buddha in fila indiana
per tutti un’ora d’aria, di gloria
la folla grida un mantra
l’evoluzione inciampa
la scimmia nuda balla
occidentali’s karma
occidentali’s karma
la scimmia nuda balla
occidentali’s karma


Quando la vita si distrae
cadono gli uomini
occidentali’s karma
occidentali’s karma
la scimmia si rialza
namastè alè


Lezioni di Nirvana
c’è il Buddha in fila indiana
per tutti un’ora d’aria, di gloria
la folla grida un mantra
l’evoluzione inciampa
la scimmia nuda balla
occidentali’s karma
occidentali’s karma
la scimmia nuda balla
occidentali’s karma